Da Prospero se non ti vaccini non bevi. La titolare massacrata sui social

A Palermo, in una enoteca letteraria in bella mostra in vetrina c’è un cartello con una mano a mo’ di stop e la scritta: “No vax”.
Proprio uno di quei cartelli che di solito si usano nei cantieri per dire che l’accesso non consentito agli estranei.
Cinzia Orabona, la titolare del Perseo, questo è il nome del locale, dice chiaramente: “Siamo da sempre aperti a tutti i generi, a tutte le età, ai cani, agli unicorni e agli hobbit. Da oggi No Vax, No Drink. Vi chiederemo la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione. (anche la prima dose va bene)”.

Reazioni

Minacce e insulti si sono profusi al suo indirizzo, e lei, la Orabona, proprio non ci stà e replica a quanti le rivolgono accuse di ogni genere. “Avete paragonato le vaccinazioni all’Olocausto. Mi avete dato della fascista e della razzista. Avete mostrato la violenza tipica dei leoni da tastiera. Non conosco una sola persona che giura e spergiura di non tornare mai più da Prospero”, dice indignata.

La titolare dell’enoteca poi precisa: “Sto lavorando per pagare i debiti accumulati durante il lockdown e non posso permettermi nuove chiusure. Accetto critiche ma non insulti. Accetto discussioni civili ma non minacce”.

Favorevoli e contrari

Le correnti di pensiero come al solito sono divise, e c’è chi difende il diritto della Orabona di non accogliere in “casa sua” chi potrebbe arrecarle danno anche suo malgrado. Ognuno è libero di scegliere se vaccinarsi ma, anche gli altri hanno diritto di esercitare il proprio diritto di non condividere gli spazi con chi reputano potenzialmente pericoloso.
Altri sostengono che un esercizio commerciale non è una casa privata e quindi chiunque ha diritto di entrare. E’ come se un supermercato decida di mettere un cartello dove dice che non si accettano le persone con gli occhi azzurri…

La verità è sempre nel mezzo

Anche in questo caso vale la saggezza che insegna che non si ha mai ragione al 100 percento e comunque questa vicenda apre un contenzioso morale ma anche pratico da dirimere in altra sede. Troppa confusione non agevola le scelte dei cittadini e comunque esiste un disequilibrio di fondo sulla questione vaccini. Forse dovremmo ricorrere un po’ più al buonsenso e dar meno retta agli istinti e smetterla di seguire chi veste (a prescindere) i panni da Bastian contrario.