Tokyo 2020 licenziato il direttore artistico della cerimonia d’apertura

Alla vigilia dell’inizio dei Giochi olimpici, il direttore artistico della cerimonia d’apertura è stato licenziato. A darne notizia ai media giapponesi è stato il presidente Seiko Hashimoto. Kentaro Kobayashi è stato allontanato perché nel 1998 in una performance artistica usò “un linguaggio irrispettoso su un tragico fatto storico”. Kobayashi fece infatti una battuta sull’Olocausto.

Un peccato che risale a più di vent’anni fa ma che pare non sia passato tra le maglie dell’intransigenza nipponica. Anche se il provvedimento appare essere piuttosto tardivo. Ma forse, da quanto hanno alluso dagli ambienti vicini allo staff della direzione artistica, le ragioni sono altre e si è voluto colpire Kobayashi. In ogni caso si sa che la cultura cinese poggia le sue fondamenta su principi e valori differenti da quelli ai quali siamo abituati in occidente.

Solo qualche ora prima, il presidente del Cio, Thomas Bach, aveva preannunciato la cerimonia di apertura come “un momento di gioia e sollievo” dopo che “la strada per arrivarci non è stata delle più facili”. Adesso la gestione dell’evento dovrà fare a meno del supporto di Kobayashi.
Difficoltà che si aggiungono perciò a questa edizione che davvero deve districarsi tra mille ostacoli, come l’aumento dei contagi.

Una curiosità arriva dai giornali Giapponesi che hanno anticipato che l’imperatore Naruhito (contrario ai Giochi a causa della pandemia), non userà la parola “festa” nel suo discorso di apertura.

In questo momento le persone accreditate ai Giochi olimpici che risultano positive al Covid sono 91. Un’Olimpiade che in un modo o nell’altro ricorderemo!