Roberta Macrì denuncia: “Rifiutata perché in carrozzina”

Da Rainbow – Diversamente RADIO TV ci arriva la segnalazione di una blogger disabile e ci è stato chiesto se fossimo interessati a pubblicare e divulgare la storia che la stessa blogger racconterà.

Abbiamo deciso di dare seguito alla richiesta.

Chi racconta  la storia che ha vissuto è Roberta Macrì, ballerina di danza in carrozzina, attrice, presentatrice, campionessa italiana di para-powerlifting, che decide di partecipare alle selezioni regionali del concorso “Miss reginetta over”. Un concorso che a quanto pare, e gli fa onore, non preclude la partecipazione a persone con disabilità. Ma vediamo cosa racconta Roberta.

Io rifiutata alla finale del concorso “Miss Reginetta Over” perché in carrozzina

« Ciao Sorrisini,

oggi vi racconto l’ennesima umiliazione discriminante che ho subito.

Il 13 luglio ho partecipato alle selezioni regionali del suddetto concorso, invogliata dall’idea di poter trasmettere un messaggio positivo sulla bellezza e sull’inclusione, dato che mi é stato presentato come concorso serio e che già da diversi anni “apriva le porte” anche a ragazze con diverse disabilità.

Ho superato la prima selezione, la seconda, fino a vincere la fascia per rappresentare la Sicilia alle finali nazionali per la categoria Junior.

Purtroppo però tutto si é interrotto nel momento in cui mi ha chiamata il referente di zona per comunicarmi che non avrei potuto partecipare come concorrente ma che mi avrebbero voluta comunque come ospite per portare un messaggio positivo sul loro prestigioso palco, pagandomi anche il soggiorno.

Non posso che ringraziarli per questa offerta ma io non sono abituata a fare “Farse” perché voglio vivere di vita vera, e quindi se mi spettava di diritto partecipare alla finale era così che doveva essere. Prima però di dare la mia disponibilità ho voluto parlare con un referente del concorso che si occupava proprio della questione logistica, e così è stato.

Dopo diverse versioni per giustificarsi, che non sto qui a spiegarvi, sono giunti alla conclusione. ovvero che non avrei potuto partecipare a tutte le attività che le Miss in concorso avrebbero fatto nei tre giorni perché la maggior parte si sarebbero svolte sulla sabbia o in luoghi non accessibili, né tantomeno alla sfilata finale perché la passerella che conduce dai camerini al palco non è calpestatile da una carrozzina dato che era posizionata sulla spiaggia libera, ed il tecnico che firma le autorizzazioni non si sarebbe preso questa responsabilità. Che le autorizzazioni le hanno già da 2 mesi e non si possono effettuare cambiamenti anche se manca ancora un mese all’evento finale.

Aggiungono che sono molto vicini alla disabilità perché sia in passato che anche quest’anno parteciperanno altre persone con disabilità, ma non motoria, quindi mi sa tanto di presa in giro.

Che non erano a conoscenza della mia partecipazione ma se lo avesse saputo prima sarebbero potuti intervenire per apportare delle migliorie, e dunque la colpa sarebbe del referente di zona che mi ha permesso di partecipare.

Tutto falso perché prima di partecipare alla tappa del 13 luglio mi sono dovuta iscrivere sul loro sito nazionale con tanto di mie foto dove si evince benissimo la mia disabilità.

Pertanto erano tutti a conoscenza della mia partecipazione, semplicemente nessuno si aspettava ed auspicava che io potessi arrivare in finale.

In realtà, come vi ho detto nei post precedenti nemmeno io me lo aspettavo, e se avessi avuto la possibilità di partecipare alla finale non avrei di sicuro ambito alla vittoria ma a godermi una bella e nuova esperienza cercando di lanciare un ulteriore messaggio positivo.

Messaggio che loro avrebbero voluto io mandassi ma solo come ospite della serata, provando ad invogliarmi dicendomi che c’era la tv nazionale e tanti ospiti vip. Che avrebbero messo la rampa per salire sul palco dal davanti dato che era piastrellato e di proprietà privata.

Ma che messaggio positivo avrei potuto mandare?!?!? Di sicuro solo per far fare bella figura a loro perché la realtà è che mi hanno esclusa dal concorso a causa della mia disabilità.

Se si “aprono le porte” alla disabilità, si aprono a tutte le disabilità non solo ad alcune perché altrimenti è una nicchia e può indurre a pensare che sia solo per finto buonismo e finto pietismo.

Ed io/noi non vogliamo questo, vogliamo un’inclusione a 360 gradi. »

Non aggiungiamo nulla e non giudichiamo nessuno, la strada verso l’inclusione sociale al 100% delle persone con disabilità – “Miss Mal”, come abbiamo imparato a dire da Antonella Pollinzi (vedi video) – è ancora lunga, ma passi in avanti, grazie a Dio, sono stati fatti. Grazie Raimbow per la segnalazione e soprattutto grazie a Roberta per  tutte le cose che fa.