Carlo Giovanardi, “Un premio Oscar al comico afgano Nazar Mohammad”

UN OSCAR AL COMICO AFGANO NAZAR MOHAMMAD

A proposito di “Oscar” un interessante proposta arriva da Carlo Giovanardi, Ex Ministro per i rapporti con il Parlamento nel corso del Governo Berlusconi 2001-2006.

La proposta dell’ex Ministro ci arriva come comunicato stampa, il quale è pubblicata a sua firma sulla testata  giornalistica  online ” L’Occidentale “.

Nell’articolo Giovanardi propone UN OSCAR AL COMICO AFGANO NAZAR MOHAMMAD

Nazar Mohammad,  in arte Khash Zwan era un comico afgano, barbaramente ucciso dalla follia talebana, sembra, per aver pubblicato sulla piattaforma Tik Tok dei video satirici che prendevano in giro i loro giochi di potere. Il comico però non si è fatto intimorire di ciò, ed ha continuato fino all’ultimo a sbeffeggiare i suoi aguzzini ( Vedi Video ).

Nella sua proposta l’Ex Ministro, mette in risalto che il premio Oscar può comunque “essere assegnato postumo anche ad artisti non viventi, come accadde a suo tempo per Peter Finch, deceduto nel 1977 tra la decisione di premiarlo come migliore attore dell’ anno e la Cerimonia di consegna.”

Giovanardi, nel suo articolo, evidenzia appunto che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences assegna  ogni anno prestigiosi premi Oscar svincolati dalla prestigiosa competizione, ed un premio al comico afgano Nazar Mohammad,Sarebbe davvero un gesto nobile e denso di significato, perchè non vengano dimenticate troppo presto le promesse di non abbandonare al loro triste destino non soltanto le donne afgane , ma anche chi esercita la professione di attore e musicista che in Occidente porta onori e ricchezza, e nell’ Afghanistan dei Talebani si paga con la vita.”

Ecco quanto riporta un altro giornale online, ” periodicoItaliano.it” a proposito dell’uccisione del comico ucciso:

« Per il secondo vicepresidente afghano Sarwar Danish è stato “uno schiaffo in faccia a tutto il popolo afgano e un insulto all’umanità e alla dignità umana, una violazione di giustizia, conoscenza e arte”, perché ridere è ciò che ci separa dalle bestie e i talebani non ridono ».