Roma, incendio nel deposito Atac: distrutti 30 autobus

Il rogo è scoppiato per cause ancora da accertare ed è stato messo sotto controllo dai vigili del fuoco. Non ci sono persone coinvolte

Un incendio si è sviluppato martedì 4 ottobre nel deposito dell’Atac, l’azienda municipalizzata dei trasporti pubblici di Roma. Secondo quanto fanno sapere i vigili del fuoco, nel rogo sarebbero andati distrutti circa 30 autobus, la maggior parte dei quali a metano. Il deposito si trova sulla via Prenestina, a Tor Sapienza. L’incendio è scoppiato per cause ancora da accertare attorno alle 4,30 ed è stato messo sotto controllo dai vigili del fuoco. Non ci sono persone coinvolte. Le ragioni dell’incendio sono ancora «da accertare».

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Lo fa sapere Atac spiegando che il «rogo ha coinvolto una ventina di vetture di vecchia generazione, con livelli diversi di danneggiamento». La nota ufficiale dell’Atac – che ridimensiona il bilancio dei danni rispetto a quanto emerso dalle prime ricostruzioni – conferma che il rogo «non ha provocato problemi alle persone». Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Atac ha subito attivato indagini interne per chiarire la dinamica di quanto accaduto. Contestualmente, sono in corso anche le indagini del Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Roma Montesacro.

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I militari sono intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112, in ausilio ai vigili del fuoco. Dopo aver domato l’incendio, i vigili del fuoco hanno lavorato per mettere in sicurezza la rimessa. Al lavoro vigili del fuoco e carabinieri che si occupano delle indagini. Al momento non sono ancora chiare le cause del rogo. Tra le ipotesi non si esclude quella del gesto doloso. Dalle prime verifiche sembra che i bus fossero in sosta e spenti. L’incendio quindi potrebbe essere partito dall’esterno. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso elementi utili a chi indaga. Nella rimessa, a quanto si apprende, c’erano alcuni dipendenti la scorsa notte che avrebbero dato l’allarme.