SoS Giustizia – Prestiti fra parenti: come evitare problemi con il fisco

SOS GIUSTIZIA

Rubrica Legale a cura dell’Avv. Massimo Magliocchetti

Prestiti fra parenti: come evitare problemi con il fisco

I prestiti tra parenti stretti o tra familiari conviventi sono da sempre una consolidata abitudine, specie nei momenti di crisi. Sono una valida alternativa ai prestiti bancari, anche perché consentono modalità di riscossione e di restituzione meno rigide.

Il prestito va dichiarato: ecco come

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Si pensa i prestiti tra privati siano azioni  informali. Ma non è così:  è necessario seguire alcune regole per evitare di incorrere in qualche sgradevole inconveniente, come per esempio un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, il fisco ha il compito di verificare l’esistenza o meno di eventuali redditi non dichiarati. Un prestito molto oneroso, quindi, che viene erogato senza alcun riscontro formale, potrebbe essere facilmente scambiato per un compenso in nero. È fondamentale, dunque, documentare l’origine delle somme di denaro che vengono date in prestito. Si può redigere una scrittura privata, firmata da entrambi, con l’indicazione della data dell’atto.

Il documento, in duplice copia, deve contenere i dati personali dei firmatari, il loro grado di parentela, l’entità della cifra prestata, il metodo di pagamento, il limite per la restituzione, lo scopo del prestito e la specifica di prestito infruttifero con l’aggiunta della dicitura “neppure nella misura dell’interesse legge”.

Come “avvertire” il fisco del prestito

Gli adempimenti per erogare un prestito ad un parente senza problema non sono finiti. La data della scrittura privata e il contenuto dell’atto si possono registrare presso l’Agenzia delle Entrate dietro il pagamento della relativa imposta di registro, pari a una percentuale della quantità di denaro prestata; oppure è frequente possibile spedire a se stessi una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno che ne attesti la data. Ormai, con l’utilizzo delle PEC e della firma digitale è possibile è ben possibile certificare la data e la sottoscrizione della scrittura privata.

Passaggio di denaro: attenzione alla limitazioni

Il passaggio del denaro prestato, così come la sua restituzione, in ottemperanza alle ultime disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti, può avvenire in contanti se l’importo è inferiore a 2 mila euro, altrimenti dev’essere effettuato tramite assegno o bonifico bancario. Attenzione anche ad inserire una causale molto dettagliata, specificando la data in cui è stata formalizzata la scrittura privata e lo scopo del prestito.

Se il prestito non viene restituito: rimedi legali

In caso di mancata restituzione di un prestito tra parenti, è opportuno rivolgersi ad un avvocato che possa consigliare la migliore strategia per risolvere la questione. Proprio grazie alla scrittura privata si può pretendere il rimborso totale della somma prestata, facendo causa al beneficiario insolvente con ottime probabilità di vittoria in giudizio. Tuttavia, è sempre opportuno provare a chiudere la questione in via stragiudiziale. Ogni restituzione di denaro, si badi bene, risponde sempre alle limitazioni di cui sopra: infatti, la restituzione può avvenire in contanti se l’importo è inferiore a 2 mila euro, altrimenti dev’essere effettuata tramite assegno o bonifico bancario.


Avv. Massimo Magliocchetti, Avvocato del Foro di Roma
Per maggiori info, Cell: +39 351 77 39 446
www.massimomagliocchetti.com