La Ue scende in campo contro il divieto di aborto in Polonia

Il Parlamento europeo prende posizione sulla sentenza del Tribunale costituzionale polacco che ha imposto divieto assoluto all’aborto con la motivazione che mette a repentaglio la salute e la vita delle donne.

All’inizio dell’anno i medici, in osservanza alla legge restrittiva sull’interruzione di gravidanza, hanno rifiutato di praticare l’aborto ad una donna che in seguito è morta per uno shock settico. La donna, una 30enne, era incinta di 22 settimane ed aveva chiesto di abortire perché il feto era malformato.
Nel Paese sono settimane che migliaia di manifestanti protestano per quanto accaduto, ricordando questa morte che si poteva evitare, e contro la legge restrittiva della libertà delle donne.

Il Parlamento Ue, con una relazione approvata con 373 voti a favore, 124 contrari e 55 astenuti, chiede al governo polacco di garantire pienamente l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e gratuiti.
Gli eurodeputati chiedono espressamente nel testo che nessuna donna debba più perdere la vita in Polonia a causa di questa legge. dal Parlamento arriva inoltre l’invito ai Paesi Ue ad una cooperazione più efficace per la facilitare l’accesso transfrontaliero ai servizi abortivi. Nella fattispecie, garantendo alle donne polacche il percorso ad un aborto gratuito e sicuro verso altri Sistemi sanitari nazionali.