Una sentenza che cambia il destino del litorale romano. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune di Roma, annullando la sospensiva imposta dal TAR sul bando per le concessioni balneari di Ostia. Un verdetto che sovverte lo scenario iniziale e, almeno per ora, salva la validità del bando per l’estate imminente.
Un ribaltamento inaspettato
La battaglia legale era iniziata quando il TAR del Lazio aveva bloccato il bando per l’assegnazione di 31 concessioni, posticipando la discussione di merito al 14 ottobre 2025. Un colpo durissimo per gli operatori del settore e per l’amministrazione capitolina, che vedeva minacciata una stagione estiva cruciale, soprattutto in vista del Giubileo. L’incertezza si era allungata sulle spiagge di Ostia, gettando nel panico i titolari degli stabilimenti, preoccupati per il proprio futuro.
Il Comune di Roma però non si è arreso e in un disperato tentativo di scongiurare il caos amministrativo, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. La risposta è stata rapida e dirompente: la sospensiva è stata annullata, e il bando può ora procedere fino alla decisione definitiva del TAR.
Il sollievo dell’amministrazione, l’angoscia dei balneari
La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un vero e proprio sospiro di sollievo per il Campidoglio. L’ipotesi di un’estate segnata da incertezze e possibili vuoti normativi viene scongiurata. Roma potrà affrontare la stagione con stabilità, garantendo la continuità delle concessioni e accogliendo i flussi turistici senza intoppi.
Ma se per il Comune si tratta di una vittoria, per i balneari c’è preoccupazione. Le associazioni di categoria lanciano l’allarme. La riassegnazione delle concessioni potrebbe stravolgere gli equilibri esistenti, lasciando gli storici gestori in balia di una tempesta burocratica senza precedenti. Il timore è che molti di loro possano perdere tutto, vittime di un meccanismo che sembra non tenere conto della loro lunga storia sulle spiagge di Ostia.
Un campo di battaglia tra politica e giustizia
Il nodo delle concessioni balneari non è solo una questione locale, ma un braccio di ferro che si consuma da anni tra politica e giustizia. L’Italia è chiamata a rispettare la direttiva Bolkestein, che impone gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni, mettendo fine al sistema delle proroghe automatiche. Una svolta che il governo segue con il fiato sospeso, consapevole delle possibili sanzioni europee in caso di ritardi o irregolarità.
Il verdetto definitivo si avvicina
L’ultima parola spetterà al TAR, che a ottobre entrerà nel merito della questione e deciderà una volta per tutte la legittimità del bando. Nel frattempo, il Comune può procedere con l’assegnazione delle concessioni. La battaglia legale perciò non è finita. Anzi, è appena entrata nella sua fase più infuocata. Da un lato, l’amministrazione festeggia un successo temporaneo; dall’altro, i balneari tremano di fronte a un futuro che appare incerto. Nei prossimi mesi le sorti del litorale romano potrebbero cambiare per sempre, con ripercussioni che andranno ben oltre Ostia, scuotendo l’intero sistema delle concessioni demaniali in Italia.
Foto: romapertutti.it