Il Giubileo, oltre alla spiritualità, si preoccupa di tenere in considerazioni altri valori, tra cui l’attenzione al green, ma su quest’ultimo elemento sorge qualche critica. La causa è quanto disposto dalla Regione, in merito all’approvvigionamento idrico dei partecipanti, che sarà garantito dall’arrivo di 750 mila bottigliette d’acqua. (Rigorosamente di plastica).
Una settimana che concentrerà migliaia di giovani
Roma si prepara ad accogliere uno degli eventi più grandiosi dell’Anno Santo: il Giubileo dei Giovani 2025, atteso con fervore da migliaia di pellegrini che dal 28 luglio al 3 agosto si riverseranno nella capitale. Il fulcro della manifestazione sarà il maestoso “villaggio campale”, allestito sotto le futuristiche (e mai completate) Vele di Calatrava a Tor Vergata. Un’occasione straordinaria, un’esplosione di spiritualità e gioventù. Ma anche un banco di prova per la resistenza fisica, perché tra le preghiere e gli incontri, un nemico implacabile incombe: l’afa rovente dell’estate romana.
Col caldo bisognerà pur bere
La Regione Lazio ha deciso di intervenire con una misura drastica: 750.000 bottiglie di plastica monouso, stoccate in tre enormi container frigo, pronti a distribuire acqua fresca a pellegrini e volontari. Un’operazione dal costo di 254.000 euro. Ma proprio qui nasce la contraddizione: come può un evento che si proclama “green” farsi simbolo di un consumo massiccio di plastica?
Il Doppio Volto della Sostenibilità
Il Giubileo 2025 ha sbandierato con orgoglio il suo impegno per l’ambiente. Il programma “Ambiente e Territorio” prevede il miglioramento delle aree verdi, la cura delle vie d’acqua di Roma, l’illuminazione sostenibile di Piazza San Pietro. E poi, solo pochi mesi fa, con grande enfasi, è stato presentato lo “zaino del pellegrino“, dotato di accessori ecologici e di una borraccia riutilizzabile, simbolo di un evento in armonia con l’ambiente.
Ora però, si assiste a una scelta che stride fragorosamente con questa visione: tre quarti di milione di bottiglie di plastica usa e getta, destinate a invadere il villaggio campale, pronte a diventare rifiuti nel giro di pochi istanti. Un vero cortocircuito tra ideali e realtà.
Un Impatto devastante sull’ambiente
Se è vero che ogni bottiglia da 500 ml genera tra 100 e 150 grammi di CO2 tra produzione e trasporto. 750.000 bottiglie significano oltre 75 tonnellate di anidride carbonica rilasciate nell’atmosfera. Inoltre: 20.000 bottiglie al giorno verranno trasportate da Napoli a Roma per nove giorni consecutivi. Una volta arrivate, dovranno essere stoccate e refrigerate in container alimentati a carburanti fossili. Il consumo energetico necessario per mantenerle fresche sarà immenso.
Che fine fanno le promesse di sostenibilità? Dov’è la coerenza in un evento che proclama la difesa dell’ambiente e poi genera un’enorme impronta ecologica?
Impossibile fare diversamente? Sbagliato!
Sarebbe stato impossibile fare altrimenti per poter garantire ai partecipanti una risorsa idrica fruibile, questa è la logica di questa scelta per l’evento. Invece, una soluzione più sostenibile era a portata di mano. Bastava distribuire ai volontari borracce riutilizzabili, come già fatto con i pellegrini e istallare fontanelle e punti di rifornimento d’acqua nel villaggio campale. Una scelta simile avrebbe drasticamente ridotto la plastica, abbattuto i costi e dato un segnale forte di coerenza. Si è però preferita la strada più comoda, anche a costo di svuotare di significato il messaggio di rispetto per il creato che dovrebbe essere uno dei valori imprescindibili del Giubileo.
Un piccola grande macchia
A pochi mesi dall’evento, questa decisione rischia di macchiare il Giubileo dei Giovani. L’acqua è un bene prezioso, ma la gestione responsabile delle risorse dovrebbe esserlo altrettanto. Il Giubileo 2025 sarà davvero un evento all’insegna della sostenibilità o resterà l’ennesima occasione sprecata, in cui la retorica “green” viene sacrificata sull’altare della praticità? La risposta è già sotto gli occhi di tutti.
Foto: associazionepiuinforma.org