Parcheggiare diventerà davvero oneroso
A Roma, trovare un parcheggio non è mai stato un’impresa semplice. È una battaglia quotidiana, una guerra fatta di giri infiniti, attese snervanti e acrobazie al limite della fisica per infilare l’auto in spazi impossibili. Ma se fino a oggi il prezzo da pagare era solo la pazienza, presto parcheggiare nella Capitale diventerà un lusso. La decisione è vergata: Atac continuerà a gestire per altri 3 anni gli oltre 88mila parcheggi a pagamento. La decisione, sancita dalla deliberazione n. 9 dell’aula Giulio Cesare, è arrivata senza clamore, come un verdetto già annunciato.
Assente proprio il sindaco Roberto Gualtieri
Eppure, nel momento cruciale, il sindaco Roberto Gualtieri, il principale artefice di questa proroga, era assente alla votazione. Un’assenza che non è passata inosservata e che ha anticipato su ciò che attende i romani. Un’ondata di rincari, restrizioni e cancellazioni che trasformeranno il parcheggio in un privilegio per pochi eletti.
2025: la grande sparizione delle strisce bianche
L’inizio della fine è fissato per l’estate del 2025, quando Roma dirà addio alle sue ultime oasi di sosta gratuita. Nei quartieri di Garbatella, Porta Portese, Prenestina, Ostiense e Ostia, Le strisce bianche verranno spazzate via senza pietà, sostituite dagli stalli blu a pagamento. Zone un tempo accessibili verranno blindate, trasformate in territori riservati a chi può permettersi di pagare. Il colpo di grazia arriverà nel cuore della città: il centro storico sarà stravolto. Qui, persino i residenti dovranno mettere mano al portafogli per parcheggiare sotto casa. Interessate le vie dello shopping e le strade più trafficate, ovunque si pagherà. E, come se non bastasse, spariranno le agevolazioni che finora avevano almeno attenuato il peso di questa spesa obbligata.
Dal prossimo giugno, addio alle ultime briciole di convenienza
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Niente più tariffa agevolata di 20 centesimi per 15 minuti di sosta.
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Sparisce il ticket giornaliero da 4 euro per otto ore.
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Fine degli abbonamenti mensili da 70 euro.
Al loro posto, un sistema tariffario spietato: tra 50 centesimi e 3 euro l’ora, un macigno che peserà su pendolari, lavoratori e famiglie già provate dall’alto costo della vita. Infine: arriva la fine delle esenzioni. Non ci saranno più trattamenti di favore per residenti, domiciliati, artigiani o anche per chi ha scelto l’auto elettrica o ibrida. Tutti dovranno pagare. Le tariffe sono ancora da definire, ma una cosa è certa: sarà più oneroso di ora.
Una rivoluzione ecologica?
L’amministrazione Gualtieri si difende, proclamando che tutto questo ha uno scopo nobile: ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria, spingere i romani a usare il trasporto pubblico. Ma i cittadini sostengono che la realtà è un’altra. Perché a Roma, i mezzi pubblici sono un terno al lotto. Autobus che arrivano in ritardo, metro ferme per guasti infiniti, infrastrutture decadenti che ogni giorno mettono alla prova la pazienza di chi deve spostarsi. Chiedere ai romani di rinunciare all’auto è come chieder loro un miracolo.
Associazioni e comitati di quartiere
Intanto, la rabbia cresce. Comitati di quartiere e associazioni si mobilitano, vedendo in questa manovra un semplice pretesto per fare cassa, spremendo i cittadini fino all’ultimo centesimo. E mentre Atac blinda il suo potere fino al 2027, ai romani non resta che un’unica domanda: come sopravvivere a questi divieti e rincari? Una cosa è certa però: questa rivoluzione non sarà corroborante per la ricandidatura di Gualtieri ad un secondo mandato a sindaco della Capitale.
Foto: parkingroma.it