Serafino Iorli presenta: “Riesumata” all’Off/Off Theatre di Roma

Con “Riesumata” all’Off/Off Theatre di Roma Serafino Iorli fa riflettere sorridendo sul sapore amaro della solitudine e della nostalgia

Uno spettacolo esilarante, così ben congegnato da riuscire a far ridere pur lasciando l’amaro in bocca come solo i grandi sono in grado di fare. E Serafino Iorli, in “Riesumata”, sul palco dell’Off/Off Theatre di Roma, lo è stato. La pièce, scritta a quattro mani dall’attore e Federica Tuzi, regia di Mariano Lamberti, è il nostalgico monologo di Serafica, una drag queen vicina alla quiescenza che, non accettando di rinchiudere i propri abiti di scena in un armadio insieme ai vecchi ricordi, continua a far sentire la propria voce, drag nell’anima e regina per sempre.

Con un’interpretazione leggera ma pungente, Serafino/Serafica cattura il pubblico e non lo lascia andare fino alla chiusura del sipario, parte attiva di una performance che è inno alla vita e al diritto di essere se stessi, sempre, a qualunque età e non solo. Dalle luci stroboscopiche delle discoteche, eco di un passato ancora presente, alla solitudine condivisa con la gatta Carlotta, unica fedele compagna di vita, “Riesumata” è un caleidoscopio di rimembranze e stati d’animo, un passo a due tra l’euforia del sentirsi vivi e la tristezza dello scoprirsi soli.

L’artista riempie con la forza della sua interpretazione una scena minimalista che non ha bisogno di altro: una sedia nera su cui fermarsi a parlare dell’oggi e un appendiabiti da cui prendere, di volta in volta, i ricordi di ieri. Serafino Iorli racconta, con tenerezza e ilarità, il bisogno, legittimamente umano, di essere amati e accettati, oltre quello di divertirsi: “Perché la libertà e il gioco devono appartenere alla nostra giovinezza?”, si domanda Serafica, paladina di una generazione che non vuole e non merita di essere conservata in naftalina.

“Riesumata” è sì gioco e divertimento, ma anche molto altro rispetto alla storia di una performer un po’ âgée che si rifiuta di appendere le paillettes a un chiodo del camerino: è il testamento spirituale di un’intera generazione, di decine di interpreti – e non – che sotto il cerone e le piume di struzzo nascondevano i segni di battaglie di cui oggi si tende addirittura spesso a sottovalutarne il peso. Per fortuna però le Serafica ancora non mancano e, pur mummificate, per scelta propria o altrui, si vestono di perle e riaccendono i riflettori, andando in scena.