In Italia esiste un’area che sta manifestando “un forte orientamento verso l’autonomia”. E non si tratta delle solite regioni in cui queste istanze sono ormai radicate, come la Pianura Padana o il Veneto, dove la cosa non sorprenderebbe affatto. La zona in questione, si affaccia sul mar Tirreno, proprio nel cuore del Lazio. Si tratta del territorio compreso tra Civitavecchia e Fiumicino, un’area che, a ben vedere, possiede risorse e infrastrutture di rilievo. Basti pensare al porto di Civitavecchia e all’aeroporto di Fiumicino, due nodi strategici per Roma e per l’intero Paese. Da anni quest’area tenta di ottenere uno status amministrativo indipendente, una vera e propria provincia a sé. Tentativi, raccolte firme… e ora, dal 4 dicembre, un ulteriore passo avanti: la presentazione ufficiale di una proposta di legge da parte di Forza Italia.
Ma come si chiamerebbe questa ipotetica provincia? Un nome in effetti ci sarebbe già: “Porta Italia”. Così la definisce Alessandro Battilocchio, firmatario della pdl. Un nome che, a pensarci, suona imponente, ma anche un po’ inaspettato.
I Comuni coinvolti
Chi è della zona conosce bene Battilocchio, deputato di Forza Italia, ex europarlamentare e sindaco di Tolfa, uno dei comuni che potrebbero entrare nella nuova provincia. Oltre a Tolfa, ci sarebbero Civitavecchia (che però ha già fatto dietrofront), Tarquinia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Allumiere e, ovviamente, Fiumicino. Tutte città attualmente parte della Città metropolitana di Roma.
Fin qui tutto lineare, se non fosse per il fatto che proprio Civitavecchia, che di questo progetto dovrebbe essere il fulcro naturale, ha deciso di tirarsi indietro. Il cambio di amministrazione, con l’elezione a sindaco di Marco Piendibene (centrosinistra e M5S), ha portato alla revoca della richiesta di adesione. Un problema non da poco, considerando l’importanza strategica della città. Eppure, la questione non sembra chiusa: la raccolta firme prosegue con entusiasmo sul territorio.
Come mai la scelta di questo nome
Come mai si è pensato a “Porta Italia” e non, per esempio, “Provincia di Civitavecchia”, una denominazione che avrebbe un senso più immediato? La risposta di Battilocchio è chiara: si è voluto sottolineare il ruolo di questa zona come porta d’ingresso al Paese, grazie alle sue infrastrutture di primo livello.
La città metropolitana
Il nodo della questione sembra essere il rapporto con la città metropolitana di Roma. Un sistema amministrativo che, a detta di Battilocchio, fatica a funzionare. “Roma – dice il forzista – è una città complicata, non per cattiva amministrazione, ma perché gestire una realtà del genere è difficile”. Un’osservazione che, in effetti, non si può ignorare. Ma la soluzione è davvero l’istituzione di una nuova provincia?
L’idea sarebbe quella di garantire una gestione più efficiente, fuori dal “mare magnum” della città metropolitana, che, almeno secondo i sostenitori della proposta, rende questa zona quasi invisibile. Ma c’è da chiedersi se realmente l’istituzione di questa nuova provincia andrebbe a migliorare la situazione.
Lo scetticismo di Roma
Dalla Capitale, ovviamente, qualche dubbio c’è. “Ci sono delle resistenze”, ammette Battilocchio. Anche perché il progetto, almeno sulla carta, si propone come un’iniziativa che non vuole entrare in competizione con Roma, bensì essere complementare. Ma sarà davvero così? In quale modo sarebbe attuabile questo concetto? Nel testo della pdl si parla di “snellire la burocrazia” e migliorare l’efficienza amministrativa. L’obiettivo è senz’altro apprezzabile, per carità, ma la creazione di una nuova provincia non rischia di aggiungere un ulteriore livello di complessità?
L’incontro decisivo dei sindaci
Per discutere di tutto questo, è stato organizzato un evento ufficiale per domani, lunedì 31 marzo, a Palazzo San Macuto, a Roma. Saranno presenti gli amministratori dei comuni coinvolti, pronti a rilanciare il progetto. Insomma, l’idea di una nuova provincia nella Regione Lazio sembra avanzare. La valutazione da fare è se davvero questa sia la strada migliore per garantire un’amministrazione più efficiente o se rischia di essere l’ennesimo tentativo destinato a perdersi tra i meandri della politica.
Foto: trcgiornale.it